Gli studenti greci ancora in piazza Syntagma ad Atene in occasione del terzo anniversario della morte di Alexis Grigoropoulos, lo studente di 15 anni ucciso tre anni fa a Exarchia, il quartiere anarchico di Atene, da un poliziotto. Le manifestazioni hanno avuto luogo in diverse città della Grecia.
Un gruppo di facinorosi staccatisi dal corteo principale nella Capitale ha attaccato gli uomini della polizia, lanciando pietre e bombe incendiarie. Gli uomini delle forze dell’ordine hanno risposto col lancio di candelotti lacrimogeni. La polizia era in allerta già da alcuni giorni, come ogni anno in occasione del triste anniversario.
Il poliziotto Epaminondas Korkoneas, accusato di aver sparato e ucciso Alexis, è stato condannato all’ergastolo e si trova rinchiuso nel carcere di Domokos, mentre il suo collega Vassilis Saraliotis, corresponsabile nell’omicidio, condannato a dieci anni di carcere, è ora in semi-libertà e vive a Drama. La morte del giovane Grigoropoulos scatenò tre anni fa un’ondata di disordini senza precedenti che le autorità non furono in grado di contrastare.
Ma non è solo l’anniversario a riportare gli studenti greci in piazza. I giovani protestano anche contro le misure di bilancio per il 2012 che il Parlamento sta per votare. Misure estremamente pesanti, volte a ridurre il deficit del paese ellenico e che dovrebbero passare senza grossi problemi, data la maggioranza ampia di cui gode l’esecutivo insediatosi da poco. “Soldi alle banche, proiettili ai ragazzi, tre anni dopo l’uccisione dello Stato”, erano tra le frasi scritte sugli striscioni dei manifestanti. In Grecia la tensione rimane alta, basti pensare che è passato poco più di un mese dall’ultimo sciopero generale che ha visto l’esplosione di proteste e scontri in parecchie città del Paese.