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Il fenomeno del burnout è sempre più diffuso e colpisce sia studenti che professori. Anche se le loro esperienze sono differenti, il peso dello stress si manifesta con conseguenze molto simili, come l’esaurimento nervoso, la perdita di motivazione o la difficoltà nel portare a termine i propri impegni.
Mentre gli studenti si trovano schiacciati da esami, scadenze e aspettative sempre più alte, i docenti devono affrontare carichi di lavoro spesso sproporzionati, pressioni burocratiche e, soprattutto, difficili rapporti con colleghi e genitori. In entrambe i casi, la mancanza di un adeguato supporto psicologico potrebbe peggiorare gravemente la situazione, trasformando lo studio o l’insegnamento in esperienze estenuanti.
Ma cosa significa veramente soffrire di burnout? Quali sono le cause e come si può affrontare? In questo articolo andremo ad analizzare da vicino il fenomeno, partendo dagli studenti universitari fino ad arrivare al mondo dei docenti.
Burnout Universitario, quando lo studio non è più passione
Il percorso universitario rappresenta per molti un momento di crescita e di scoperta, ma anche una fase estremamente stressante. Spesso questa condizione è dovuta dalla mole di studio che lo studente deve affrontare, in addizione alla pressione di ottenere buoni risultati. In questo modo, studiare non è più solo un atto di apprendimento, ma diventa una corsa continua contro il tempo, con scadenze sempre più ravvicinate e magari un senso di inadeguatezza che cresce esame dopo esame.
Come si manifesta?
Spesso, chi è costretto a trasferirsi per studiare si trova ad affrontare nuove responsabilità quotidiane, come cucinare da solo e pagare le bollette. Tuttavia, questa condizione spesso può portare anche a fare i conti con la solitudine, lontani da casa e senza il supporto della famiglia.
Ma il burnout non si manifesta all’improvviso, ci sono segnali progressivi sempre più visibili. All’inizio potrebbe sembrare solo un affaticamento e difficoltà nel concentrarsi, ma con il tempo i sintomi diventano più evidenti. Tanti studenti si sentono costantemente esausti, il corpo risente dello stress e mal di testa diventano sempre più frequenti, accompagnati da disturbi del sonno e problemi digestivi. Queste condizioni spesso portano a variazioni di peso, sia in eccesso che in difetto, creando un disagio anche fisico, oltre che psichico.
Dal punto di vista emotivo il burnout si manifesta come un drastico calo della motivazione, perdendo l’interesse anche per quelle materie che prima erano stimolanti. Così, il rischio di abbandonare gli studi aumenta sempre di più. Chi soffre di burnout tende a isolarsi e a evitare contatti con amici e compagni, gli hobbies passano in secondo piano e l’apatia prende il sopravvento.
Come uscirne?
Il primo passo importante per uscire dal burnout è affrontarlo. Ignorare i segnali del burnout potrebbe aggravare la situazione, portando a conseguenze più serie sia sulla salute mentale che fisica. Per recuperare il proprio benessere è fondamentale riorganizzare il tempo in modo più equilibrato, evitando situazioni di forte stress. Studiare senza sosta è altamente controproduttivo, mentre comprendere attività ludiche che aiutano a rilassarsi è estremamente importante.
Anche la cura del corpo è essenziale. Mantenere una sana alimentazione, fare regolarmente attività fisica e un sonno di qualità sono dei must per restare in equilibrio. Ridurre l’ansia significa anche sapersi dare delle proprietà e sapere quando staccarsi dallo studio, accettando che non tutto dev’essere perfetto e che è normale avere momenti di difficoltà.
Parlarne con amici, parenti o professionisti potrebbe essere di grande aiuto per uscirne. Molte università offrono servizi di consulenza psicologica che in queste situazioni, e in molte altre, potrebbero fare la differenza.
Anche i docenti soffrono di burnout
Quando si parla di burnout scolastico è istintivo pensare agli alunni, ma purtroppo questo fenomeno è comune anche tra i docenti. Secondo lo studio dell’Università di Milano-Bicocca, quasi un insegnante su due soffre di burnout e il 35% ha pensato di lasciare il proprio lavoro.
La cosa sorprendente è che quindi il problema deriva direttamente dal sistema scolastico in sé. La burocrazia eccessiva, gli stipendi inadeguati e la mancanza di riconoscimento professionale rendono chi fa questo lavoro sempre più frustrato e infelice.
A peggiorare la situazione ci sono varie condizioni, spesso molto criticate:
- Classi sovraffollate. Rappresenta un problema significativo nel sistema scolastico italiano, che comporta difficoltà nell’insegnamento, minore supporto agli studenti e maggior rischio di abbandono.
- Difficoltà nei rapporti con colleghi e genitori. Queste difficoltà spesso portano a malintesi e conflitti.
Quando insegnare diventa un peso
Un docente in burnout non solo soffre a livello personale, ma va a influire anche sulla qualità dell’istruzione. La perdita della motivazione porta a offrire delle lezioni meno coinvolgenti con un approccio alla didattica meno efficace. Così, molti professori iniziano a considerare l’insegnamento un peso, perdendo quella passione che li aveva portati verso la carriera scolastica.
Affrontare il burnout tra i docenti
Per ridurre il fenomeno del burnout tra i docenti è necessario un cambiamento strutturale in cui le scuole forniranno maggiore supporto psicologico e si impegneranno a creare un ambiente sereno e in cui vengono valorizzati i ruoli degli insegnanti.
Anche loro, come gli studenti, devono imparare a gestire lo stress, dedicando tempo alla propria salute e al proprio benessere mentale.
Burnout scolastico, un problema che necessita attenzione
Capiamo così che il burnout scolastico non è un problema individuale, bensì una sfida collettiva da combattere. Sia studenti che docenti si trovano spesso a combattere la stessa battaglia, anche se da prospettive diverse.
Affrontare questo fenomeno richiede un sistema educativo che ponga al centro il benessere di chi studia e di chi insegna, assicurando un servizio di istruzione di prima qualità.


